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“Sono passati ormai 14 anni dal D.P.R. 8 marzo 1999, n.275 e, se proprio vogliamo essere sinceri, dobbiamo constatare il fallimento del progetto di autonomia scolastica. I provveditorati hanno cambiato nome tre volte, ma sono rimasti con le competenze sulla disciplina del personale e sul reclutamento dello stesso, sono quindi rimasti con i poteri determinanti di gestione delle risorse umane. Per quanto attiene alle risorse economiche le scuole sono rimaste senza un euro sui conti correnti, senza conoscere a inizio d’anno finanziario su quali risorse fosse possibile programmare l’attività curriculare e quella extracurriculare.
È stata spacciata come grande conquista la designazione del dirigente scolastico a “datore di lavoro”, ma in realtà si tratta della più grande mistificazione della storia scolastica repubblicana. I presidi sono stati costretti a contrattare coi sindacalisti, scaricando di tale conflittualità esasperata MIUR e provveditorati, oltretutto grandi liti per un tozzo di pane. Il Datore di lavoro è diventato il bersaglio preferito delle ispezioni dei Vigili del fuoco, anche se non disponeva di risorse per disporre opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Ai presidi non sono stati dati poteri per obbligare il personale all’aggiornamento, né per inserirsi in qualsivoglia processo di valutazione.
Le scuole non hanno potuto disporre di un organico funzionale per far fronte alle assenze e alle supplenze. Si è permesso al personale di cumulare assenze per molteplici e a volte immaginarie “104”, permessi sindacali, permessi elettorali, permessi per studio (anche on line) senza corrispondere i fondi per sostituire gli stessi. Scuole lasciate allo sbando con bastian contrari che imperversavano assicurando che le prove INVALSI non erano obbligatorie.
Le scuole non hanno potuto disporre di un organico funzionale per far fronte alle assenze e alle supplenze. Si è permesso al personale di cumulare assenze per molteplici e a volte immaginarie “104”, permessi sindacali, permessi elettorali, permessi per studio (anche on line) senza corrispondere i fondi per sostituire gli stessi. Scuole lasciate allo sbando con bastian contrari che imperversavano assicurando che le prove INVALSI non erano obbligatorie.
Le conseguenze sono state ovvie: test OCSE PISA sui livelli di apprendimento negativi, in particolare nel Meridione dove il clientelismo sindacale si manifesta con maggiore ampiezza, tassi di dispersione alle stelle, obiettivi di Lisbona sempre più lontani, consigli d’istituto confermati come dependences sindacali e non come organi di indirizzo e di controllo, contesti di indisciplina degli studenti oltre i limiti di decenza.
Nel 1999 le intenzioni erano diverse: l’autonomia doveva conferire alle scuole poteri e correlate responsabilità. Non si sono viste né le une, né le altre. Invece abbiamo assistito a un taglio di risorse di ben otto miliardi e mezzo in una sola finanziaria, a un taglio di 90.00 docenti, di 5.000 presidi e 20.000 ATA, mentre si conservavano privilegi di tutti i tipi, a cominciare dall’esonero dei sindacalisti a spese dei contribuenti.
Il dimensionamento selvaggio delle scuole, privo di criteri logici, con la frantumazione di istituzioni scolastiche storiche i cui pezzi erano assegnati ad altri istituti scolastici, ha completato l’opera...".
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