Formazione
e teatro. Se volete, il teatro per la formazione. Ne è stato prova “Il signor
Bibò” che la compagnia teatrale “La Rosa di Gerico” di Caltagirone ha messo in
scena in occasione del seminario di formazione sui Disturbi Specifici
dell’Apprendimento (DSA) tenutosi nell'aula magna del Liceo Scientifico Galilei
di Catania su iniziativa dell’Ambito Territoriale per la Provincia di Catania
(ex Provveditorato agli Studi, oggi articolazione periferica dell’Ufficio
Scolastico Regionale per la Sicilia) e, particolarmente, del Settore
Integrazione, coordinato dalla dott.ssa Angela Rapicavoli, fervida, come
sempre, di idee e di iniziative in tema di Bisogni Educativi Speciali.
Opera
singolare, “Il signor Bibò” di Orazio Alba. La fiaba, inventata dal suo autore (in scena, in poco
più di un’ora di spettacolo, con Viviana Militello e Carmela Sanfilippo) dopo la lettura de “Il dono della dislessia” di Ronald
Davis, lo specialista americano al quale è dovuto l’omonimo metodo che muove
dal principio che il dislessico pensa per immagini, ruota, appunto, attorno al
problema della dislessia (nella definizione della Legge 170 del 2010, si
intende per dislessia "un disturbo specifico che si manifesta con una
difficoltà nell'imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei
segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della
lettura") senza parlarne esplicitamente e proponendo il suo protagonista, Bibò, come “un eroe
capace di fare della propria diversità un talento”.
Il
dibattito che ne è scaturito ha tratto spunti significativi pure dalle
relazioni del dott. Sergio Messina, dirigente medico dell’Unità di
Neuropsichiatria Infantile dell’Asp di
Caltagirone, su “Bibò e il pensiero divergente dei dislessici”, e del prof.
Dhanpaul Singh, docente madrelingua, su “Memoria, musica ed emozioni
nell’apprendimento”, e ha dato conferma dell’interesse crescente che nel mondo
della scuola, grazie anche all’impulso che è venuto dalla già citata Legge 170,
stanno suscitando le problematiche della dislessia e, in genere, dei disturbi
specifici dell’apprendimento.
A
chiusura dei lavori, Daniela Vetri, dirigente scolastico e componente del team
DSA di Catania, ha espresso l’avviso che risposte adeguate rispetto ad una “diversità”
che non deve spaventare non possono prescindere da una destrutturazione del
modo di fare scuola da parte degli insegnanti.
Pensiero,
questo, in linea con gli obiettivi di un seminario che è riuscito a legare la
prassi alla teoria, non mancando di suggerire strumenti operativi che, nel
contesto di un’ampia sinergia tra le
varie competenze professionali impegnate nel progetto
educativo-didattico, possano concorrere al successo scolastico degli alunni con
DSA.

