Valutazione dei docenti, quali criteri? Spetta ai comitati per la valutazione, definirli in piena autonomia, senza prescindere, si capisce, dagli indicatori (tre) contenuti nel comma 129 della Legge 107 ma non mancando di "apprezzarli" con intelligenza. E non v'è dubbio che, dei tre, il primo (la qualità dell'insegnamento ovvero la capacità dell'insegnante di sostenere il processo di crescita degli alunni) e il secondo, (che attiene alle scelte metodologiche e didattiche, alla ricerca e alla documentazione di buone prassi didattiche), debbano pesare di più, molto di più, di un semplice incarico di collaborazione e di un ruolo nello staff del dirigente, incarichi peraltro significativamente retribuiti.
Il blog di Giovanni Lo Faro
Dal mondo della scuola: appunti di legislazione scolastica e altro
venerdì 3 giugno 2016
giovedì 15 maggio 2014
Dislessia, come fare della diversità un talento
Giovanni Lo Faro
Formazione
e teatro. Se volete, il teatro per la formazione. Ne è stato prova “Il signor
Bibò” che la compagnia teatrale “La Rosa di Gerico” di Caltagirone ha messo in
scena in occasione del seminario di formazione sui Disturbi Specifici
dell’Apprendimento (DSA) tenutosi nell'aula magna del Liceo Scientifico Galilei
di Catania su iniziativa dell’Ambito Territoriale per la Provincia di Catania
(ex Provveditorato agli Studi, oggi articolazione periferica dell’Ufficio
Scolastico Regionale per la Sicilia) e, particolarmente, del Settore
Integrazione, coordinato dalla dott.ssa Angela Rapicavoli, fervida, come
sempre, di idee e di iniziative in tema di Bisogni Educativi Speciali.
Opera
singolare, “Il signor Bibò” di Orazio Alba. La fiaba, inventata dal suo autore (in scena, in poco
più di un’ora di spettacolo, con Viviana Militello e Carmela Sanfilippo) dopo la lettura de “Il dono della dislessia” di Ronald
Davis, lo specialista americano al quale è dovuto l’omonimo metodo che muove
dal principio che il dislessico pensa per immagini, ruota, appunto, attorno al
problema della dislessia (nella definizione della Legge 170 del 2010, si
intende per dislessia "un disturbo specifico che si manifesta con una
difficoltà nell'imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei
segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della
lettura") senza parlarne esplicitamente e proponendo il suo protagonista, Bibò, come “un eroe
capace di fare della propria diversità un talento”.
Il
dibattito che ne è scaturito ha tratto spunti significativi pure dalle
relazioni del dott. Sergio Messina, dirigente medico dell’Unità di
Neuropsichiatria Infantile dell’Asp di
Caltagirone, su “Bibò e il pensiero divergente dei dislessici”, e del prof.
Dhanpaul Singh, docente madrelingua, su “Memoria, musica ed emozioni
nell’apprendimento”, e ha dato conferma dell’interesse crescente che nel mondo
della scuola, grazie anche all’impulso che è venuto dalla già citata Legge 170,
stanno suscitando le problematiche della dislessia e, in genere, dei disturbi
specifici dell’apprendimento.
A
chiusura dei lavori, Daniela Vetri, dirigente scolastico e componente del team
DSA di Catania, ha espresso l’avviso che risposte adeguate rispetto ad una “diversità”
che non deve spaventare non possono prescindere da una destrutturazione del
modo di fare scuola da parte degli insegnanti.
Pensiero,
questo, in linea con gli obiettivi di un seminario che è riuscito a legare la
prassi alla teoria, non mancando di suggerire strumenti operativi che, nel
contesto di un’ampia sinergia tra le
varie competenze professionali impegnate nel progetto
educativo-didattico, possano concorrere al successo scolastico degli alunni con
DSA.
martedì 18 marzo 2014
L'evoluzione dell'insegnante di sostegno: mercoledì 26, alle 17, diretta streaming dal Centro Studi Erickson, con il professore Dario Ianes
L'annuncio l'ha dato lo stesso prof. Dario Ianes (nella foto, sotto) con un post sulla bacheca del gruppo di discussione aperto su Facebook. "Finalmente sta per uscire il libro L'EVOLUZIONE DELL'INSEGNANTE DI SOSTEGNO: verso una didattica inclusiva, in cui cerco di sostenere la tesi che gli insegnanti di sostegno e l'integrazione degli alunni con disabilità si meritano di fare un grande passo in avanti. Il 26 pomeriggio ne discuteremo in diretta in un WEBINAR gratuito sul sito di Erickson: vi aspetto per scambiarci le idee. A mercoledì prossimo!!!" Non v'è dubbio si tratti di una buona opportunità per una riflessione sulla figura e sul ruolo dell'insegnante di sostegno nella scuola dell'autonomia: il prof. Dario Ianes, Docente di pedagogia speciale e didattica speciale presso la Facoltà di Scienze della Formazione Primaria della Libera Università di Bolzano, sarà intervistato dal dott. Michele Facci, del Centro Studi Erickson di Trento.
mercoledì 27 novembre 2013
Le nuove classificazioni internazionali della disabilità
Ha avuto luogo nei giorni scorsi, nell'aula magna
dell'Istituto Professionale Alberghiero di Catania, l'annunciato incontro di
formazione su "Le nuove classificazioni internazionali della
disabilità" inserito nel piano di formazione per dirigenti e docenti di
ogni grado di scuola promosso dall'Ufficio Scolastico Provinciale di Catania
con il prezioso contributo della dott.ssa Angela Rapicavoli, nella sua
qualità di responsabile del settore integrazione.
I lavori, introdotti dal prof. Giovanni
Previtera, dirigente scolastico dell'Istituto ospitante, sono stati coordinati,
con il garbo e la competenza usuali, dalla preside Zina Bianca. La prima
relazione, che per molti dei presenti ha rappresentato pure il primo impatto
con le nuove classificazioni della disabilità, è stata firmata dal prof. Luigi
Croce, dell'Università Cattolica di Milano.
Con un eloquio accattivante, ma, nello
stesso tempo, rigorosamente scientifico, il prof. Croce ha delineato gli
aspetti positivi del nuovo sistema di classificazione che prescinde dalla
natura della disabilità e che dà risposte, in termini di attività e di
funzionamento, ai bisogni contestualizzati dell'alunno.
L'ICF (International Classification of
Functioning), che è stato al centro, anni addietro, di un complesso
percorso di formazione organizzato dall'Istituto Comprensivo Purrello di San
Gregorio (con gli interventi, allora, del dott. Nino Prestipino,
neuropsichiatra catanese, e del prof. Andrea Canevaro dell'Università di
Bologna), potrebbe diventare, di qui a poco, il sistema di riferimento
nella fase di elaborazione di Diagnosi Funzionale e Profilo Dinamico
Funzionale, presupposti per la costruzione del Piano Educativo Individualizzato
dell'alunno con disabilità.
Un modello di PEI, redatto secondo i principi
dell'ICF, è stato presentato dalla dott.ssa Teresa D'Agate, pedagogista, mentre il dott. Umberto Mezzana ha presentato il software che,
attraverso l'utilizzo di una piattaforma online, consente la gestione di tutta
la procedura e, in particolare, una più facile individuazione degli
indicatori ICF corrispondenti ai bisogni dell'alunno con disabilità.
martedì 26 novembre 2013
Il MIUR rompe il silenzio, arrivano i chiarimenti per l'applicazione della Direttiva del 27 dicembre 2012 per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali
Il MIUR, interrompendo un lungo silenzio (risale a giugno l'ultima nota sull'argomento), ha diramato, il 22 scorso, una circolare (n° 2563 di protocollo) con la quale fornisce chiarimenti in merito all'applicazione della Direttiva del 27.12.2012 inerente "Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali". La circolare, che riproduciamo integralmente qui di seguito, ribadisce che, anche in presenza di "richieste dei genitori accompagnate da diagnosi che però non danno diritto alla certificazione di disabilità o DSA, il consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di verbalizzare le motivazioni della decisione". Ne deriva, consequenzialmente, l'obbligo per i consigli di classe di provvedere alla redazione del PDP per gli alunni in possesso della certificazione di DSA . Ci riserviamo, comunque, di approfondire, in una successiva, i contenuti della CM in questione che pubblichiamo a margine.
lunedì 18 novembre 2013
Apriamo il dibattito sull'autonomia
Traendo spunto dall'articolo di Roberto Tripodi, pubblicato sulla Letterina dell'ASASI e ospitato in questo blog, proviamo ad aprire un dibattito sul complesso tema dell'autonomia scolastica, a 14 anni dall'emanazione del DPR 275/99: un'occasione perduta, l'autonomia delle istituzioni scolastiche?
L'autonomia delle istituzioni scolastiche: un'occasione perduta?
Ospitiamo, qui di seguito, lo stralcio di un interessante articolo del collega Roberto Tripodi, apparso sul n.378 della Letterina dell'ASASI, l'Associazione delle Scuole Autonome della Sicilia di cui è presidente, con il titolo "Il fallimento dell'autonomia scolastica".
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“Sono passati ormai 14 anni dal D.P.R. 8 marzo 1999, n.275 e, se proprio vogliamo essere sinceri, dobbiamo constatare il fallimento del progetto di autonomia scolastica. I provveditorati hanno cambiato nome tre volte, ma sono rimasti con le competenze sulla disciplina del personale e sul reclutamento dello stesso, sono quindi rimasti con i poteri determinanti di gestione delle risorse umane. Per quanto attiene alle risorse economiche le scuole sono rimaste senza un euro sui conti correnti, senza conoscere a inizio d’anno finanziario su quali risorse fosse possibile programmare l’attività curriculare e quella extracurriculare.
Per saperne di più clicca sul link http://www.asasicilia.org/
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“Sono passati ormai 14 anni dal D.P.R. 8 marzo 1999, n.275 e, se proprio vogliamo essere sinceri, dobbiamo constatare il fallimento del progetto di autonomia scolastica. I provveditorati hanno cambiato nome tre volte, ma sono rimasti con le competenze sulla disciplina del personale e sul reclutamento dello stesso, sono quindi rimasti con i poteri determinanti di gestione delle risorse umane. Per quanto attiene alle risorse economiche le scuole sono rimaste senza un euro sui conti correnti, senza conoscere a inizio d’anno finanziario su quali risorse fosse possibile programmare l’attività curriculare e quella extracurriculare.
È stata spacciata come grande conquista la designazione del dirigente scolastico a “datore di lavoro”, ma in realtà si tratta della più grande mistificazione della storia scolastica repubblicana. I presidi sono stati costretti a contrattare coi sindacalisti, scaricando di tale conflittualità esasperata MIUR e provveditorati, oltretutto grandi liti per un tozzo di pane. Il Datore di lavoro è diventato il bersaglio preferito delle ispezioni dei Vigili del fuoco, anche se non disponeva di risorse per disporre opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Ai presidi non sono stati dati poteri per obbligare il personale all’aggiornamento, né per inserirsi in qualsivoglia processo di valutazione.
Le scuole non hanno potuto disporre di un organico funzionale per far fronte alle assenze e alle supplenze. Si è permesso al personale di cumulare assenze per molteplici e a volte immaginarie “104”, permessi sindacali, permessi elettorali, permessi per studio (anche on line) senza corrispondere i fondi per sostituire gli stessi. Scuole lasciate allo sbando con bastian contrari che imperversavano assicurando che le prove INVALSI non erano obbligatorie.
Le scuole non hanno potuto disporre di un organico funzionale per far fronte alle assenze e alle supplenze. Si è permesso al personale di cumulare assenze per molteplici e a volte immaginarie “104”, permessi sindacali, permessi elettorali, permessi per studio (anche on line) senza corrispondere i fondi per sostituire gli stessi. Scuole lasciate allo sbando con bastian contrari che imperversavano assicurando che le prove INVALSI non erano obbligatorie.
Le conseguenze sono state ovvie: test OCSE PISA sui livelli di apprendimento negativi, in particolare nel Meridione dove il clientelismo sindacale si manifesta con maggiore ampiezza, tassi di dispersione alle stelle, obiettivi di Lisbona sempre più lontani, consigli d’istituto confermati come dependences sindacali e non come organi di indirizzo e di controllo, contesti di indisciplina degli studenti oltre i limiti di decenza.
Nel 1999 le intenzioni erano diverse: l’autonomia doveva conferire alle scuole poteri e correlate responsabilità. Non si sono viste né le une, né le altre. Invece abbiamo assistito a un taglio di risorse di ben otto miliardi e mezzo in una sola finanziaria, a un taglio di 90.00 docenti, di 5.000 presidi e 20.000 ATA, mentre si conservavano privilegi di tutti i tipi, a cominciare dall’esonero dei sindacalisti a spese dei contribuenti.
Il dimensionamento selvaggio delle scuole, privo di criteri logici, con la frantumazione di istituzioni scolastiche storiche i cui pezzi erano assegnati ad altri istituti scolastici, ha completato l’opera...".
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