giovedì 15 maggio 2014

Dislessia, come fare della diversità un talento

Giovanni Lo Faro

Formazione e teatro. Se volete, il teatro per la formazione. Ne è stato prova “Il signor Bibò” che la compagnia teatrale “La Rosa di Gerico” di Caltagirone ha messo in scena in occasione del seminario di formazione sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) tenutosi nell'aula magna del Liceo Scientifico Galilei di Catania su iniziativa dell’Ambito Territoriale per la Provincia di Catania (ex Provveditorato agli Studi, oggi articolazione periferica dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia) e, particolarmente, del Settore Integrazione, coordinato dalla dott.ssa Angela Rapicavoli, fervida, come sempre, di idee e di iniziative in tema di Bisogni Educativi Speciali.

Opera singolare, “Il signor Bibò” di Orazio Alba. La fiaba,  inventata dal suo autore (in scena, in poco più di un’ora di spettacolo, con Viviana Militello e Carmela Sanfilippo) dopo la lettura de “Il dono della dislessia” di Ronald Davis, lo specialista americano al quale è dovuto l’omonimo metodo che muove dal principio che il dislessico pensa per immagini, ruota, appunto, attorno al problema della dislessia (nella definizione della Legge 170 del 2010, si intende per dislessia "un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell'imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura") senza parlarne esplicitamente e proponendo  il suo protagonista, Bibò, come “un eroe capace di fare della propria diversità un talento”.

Il dibattito che ne è scaturito ha tratto spunti significativi pure dalle relazioni del dott. Sergio Messina, dirigente medico dell’Unità di Neuropsichiatria  Infantile dell’Asp di Caltagirone, su “Bibò e il pensiero divergente dei dislessici”, e del prof. Dhanpaul Singh, docente madrelingua, su “Memoria, musica ed emozioni nell’apprendimento”, e ha dato conferma dell’interesse crescente che nel mondo della scuola, grazie anche all’impulso che è venuto dalla già citata Legge 170, stanno suscitando le problematiche della dislessia e, in genere, dei disturbi specifici dell’apprendimento.

A chiusura dei lavori, Daniela Vetri, dirigente scolastico e componente del team DSA di Catania, ha espresso l’avviso che risposte adeguate rispetto ad una “diversità” che non deve spaventare non possono prescindere da una destrutturazione del modo di fare scuola da parte degli insegnanti.

Pensiero, questo, in linea con gli obiettivi di un seminario che è riuscito a legare la prassi alla teoria, non mancando di suggerire strumenti operativi che, nel contesto di un’ampia sinergia tra le  varie competenze professionali impegnate nel progetto educativo-didattico, possano concorrere al successo scolastico degli alunni con DSA.

                                                                                             
(da LA SICILIA del 14 maggio 2014)

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